A lezione ci insegnano a costruire. Scopro che oltre l'undicesimo piano gettare solai in cemento armato è controproducente. Si creano materiali compositi che soddisfino i differenti stati tensionali: la compressione viene affidata al calcestruzzo, la trazione all'acciaio.
Come si costruisce un uomo? Esiste un metodo?
Qualche tempo fa ho passeggiato con un poeta che ama definirsi elfo. Un personaggio minuto con un'andatura singolare, quasi saltellante. Nonostante camminassimo in vie decisamente affollate e nonostante percepissi gli sguardi altrui, mi sembrava che stessimo camminando da soli.
"Bello camminare in una bolla di sapone" mi disse. Infinito stupore. Nessuna risposta.
Mi disse inoltre che i francesi e i russi mi avrebbero salvata. Espressione a punto interrogativo sul mio viso.
Poche ore insieme e conosceva più lui me stessa di quanto non mi conoscessi io.
Charlie. 50enne francese. Ha viaggiato tutta la vita e ora pone radici.
E' un uomo pacato e deciso con lineamenti marcati e mani virili. Sguardo impenetrabilie.
Mi parla in spagnolo e pretende che gli risponda in francese. Mi dice sempre che la vergogna è un sentimento stupido; che devo fare. Mi incoraggia. Decisamente stimolante.
Camminare accanto a lui è pura leggerezza.
L'esortazione a fare, a pretendere tanto da me stessa arriva anche da Claudina. Insieme al "stiamo vivendo gli anni più belli della nostra vita. Non possiamo sprecarli!".
La costruzione di me stessa passa attraverso le parole degli altri, attraverso i loro occhi senza che ne sia cosciente.
Io mi limito a osservare la mia evoluzione, a volte come fossi un continente alla deriva. Camminando misuro il mio respiro le braccia, lentamente il viso perde durezza. Mi perimetro, con la speranza di non essere solo e esclusivamente un'isola.
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a me capita spesso di passeggiare nella folla e non vedere un solo essere umano, ma più che camminare in una bolla di sapone, mi sembra di marciare negli inferi... cumuli di cadaveri compiaciuti o tristi per una delle solite cose inutili e magre che ci occupano le giornate (bollette, affitti, litigi con la fidanzata, parcheggio etc... ). Purtroppo o per fortuna, non ho alcun elfo che mi annuncia l'avvento di un redentore russo o francese... Quindi mi limito ad evitare di guardare i volti che si susseguono lungo il mio tragitto.
RispondiEliminaRiguardo a Charlie... nulla da togliere al suo ben decantato charme ma se è vero che la vergogna è un sentimento stupido (e ne sono pienamente convinto) è altrettanto vero che "la rottura di coglioni" ha un linguaggio universale (parla spagnolo e pretende che gli rispondi in francese e magari che: quando vi siedete ad un bar ordini in tedesco, che gli scrivi in giapponse e che quando fottete godi in aramaico?)
Ti auguro di essere sempre più protagonista della tua evoluzione sebbene questa si nutra di parole ed anime altrui.
ci sono anche vari modi di essere isole, c'è chi è incline a far parte di arcipelaghi e chi è proprio un'isola sperduta dove solo per caso qualcuno può approdare
RispondiEliminaPoi ci sono anche le nazioni. Aspetti positivi? fanno parte di continenti. Stabili, dai confini ben delimitati; fenomeni quali l'erosione delle coste trascurabili..
RispondiElimina(sorrido)