Una serie di Fourier può dare immensa soddisfazione. Con il matematico entusiasmo al mio fianco preparo il pranzo.
Roast beef.
Affilo il coltello e inizio a tagliare il roseo pezzo di carne. Delicatamente poggio le fette sul piatto, con ordine.
Come condimento olio e limone sbattuti fino a ottenere un composto quasi cremoso. Con un cucchiaio creo dei disegni. Comleto il piatto sbriciolando scaglie di sale francese. Un calice di ruchè a accompagnare.
Una giornata priva di pensieri negativi. Fantastico!
Imbottigliata nel classico traffico cittadino, canticchio.
Un anziano mendicante, con andatura incerta si avvicina alla macchina accanto alla mia. L'incravattato conducente avanza di qualche metro per allontanarlo, nonostante sia appoggiato al parabrezza.
Che cosa ho fatto io per non essere al suo posto? Quale il mio "merito"?
Come in 'Essere Jhon Malkovich' mi sento catapultata nei suoi occhi. Inizio a vedere la strada dal suo punto di vista. Provo a immaginare cosa potrebbe sentire e quali i recessi per allontanarsi dalle umiliazioni e dall'indifferenza altrui.
Quando si avvicina alla mia macchina gli do qualche euro sorridendogli.
I suoi occhi sembra inizino a conversare con i miei. Profonda gratitudine e empatia insieme a una rara dolcezza mi colpiscono.
Bruscamente il suono di un clacson mi fa abbandonare quel muto dialogo. Gli sorrido nuovamente mettendo la prima. Accelero e sono nuovamente tra i miei lussi.
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