venerdì 9 luglio 2010

De rerum natura

Tra il 1817 e il 1832, Giacomo Leopardi, per preparare la stesura dello Zibaldone, analizza con metodo sistematico, tutte le dinamiche delle pulsioni umane. A Giosue Carducci il compito di ordinarli e pubblicarli; come titolo "Le passioni".
"L'unica, perchè lo stesso sacrifizio di se all'eroismo alla patria alla virtù alla persona amata, e così qualunque altra azione la più eroica e più disinteressata (e qualunque altro affetto più puro) si fa sempre perchè la nostra mente trova più soddisfacente quel sacrifizio che qualunque guadagno in quella occasione".

Vernissage.
Seduta in un piccolo salottino anni '70. Un cocktail ghiacciato tra le mani; converso.
Aldo. 26 anni, animo freak, pancia leggermente ingombrante; camicia con una fantasia ridicola dai sapori retrò. Due passioni dominano il suo animo: la cucina e la musica trance. Proprio da quest'ultima la decisione di creare una associazione per poter organizzare delle serate in cui ballare la 'sua musica'.
Con volto sorridente fa un rapido excursus degli innumerevoli ostacoli burocratici incontrati lungo il percorso. Il superamento gli dona una sensazione di grande maturità.

A pranzo con il solito gruppo di 'figli di'.
Buzz. Wayfarer calati sugli occhi, una Camel tra le dita della mano destra e con la sinistra gioca con i suoi baffi. Con soluzione di continuità racconta la quotidianità di sua zia.
Tutte le mattine fa colazione con le figlie, le prepara per andare a scuola e le accompagna a prendere lo scuolabus. Nonostante vadano nel medesimo istituto una sale su un mezzo, l'altra su quello successivo. Tutte le mattine le saluta come se una delle due non dovesse più rientrare a casa.
Ogni passo che muove per le vie israeliane è accompagnato da una minuta analisi delle persone accanto a lei, con l'intento di capire se qualcuno si farà esplodere.
Quanti sacrifici? Innumerevoli, smisurati. Gargantueschi. Dove la soddisfazione?

Tornata a casa vado a correre. Lungo il tragitto mi siedo in un campo. Rifletto.
Le battaglie che ho combattuto nella mia acerba vita non sono innumerevoli. Il raggiungimento di qualsivoglia traguardo non ha richiesto altro se non rigore e disciplina.
Ricordi d'infanzia affiorano alla memoria. Mi rivedo bambina, con i boccoli biondi e le ginocchia perennemente sbucciate intenta nell'arrampicarmi su imponenti albicocchi o cliliegi o nell'imprigionare malcapitati grilli o ancora nel costruire archi e dardi facendo infuriare, e a volte divertire, mio nonno.
Le quasi quotidiane corse dai movimenti assolutamente scoordinati, verso l'orto alla ricerca di un pomodoro la cui forma fosse la più adatta al panino che mio nonno mi avrebbe preparato per colazione, mi commuove.
Mi alzo e mi rimetto a correre.
Mentre il sole rende le spighe cangianti, Leopardi torna nei miei pensieri. " nell'allegrezza" ciascun uomo "passeggia muove e allarga le braccia le gambe, dimena la vita, e in un certo modo dilata col trasportarsi velocemente di qua e di la come cercando una certa ampiezza".

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