sabato 10 luglio 2010

Noblesse

Notte insonne. Dopo essermi girata e rigirata innumerevoli volte, provato tutte le combinazioni possibili dei cuscini, mi rassegno. Luce soffusa a illuminare 'il mio regno'. Il caos impera!
Decido che è giunta l'ora di mettere ordine intorno a me.
Sfregandomi gli occhi piego i vestiti. Rapidamente mi dedico alla libreria universitaria e più minuziosamente a quella creata per passione.
Osservando le mensole nude scelgo il criterio di organizzazione: in una mensola i volumi sovradimensionati, nelle restanti gli altri divisi per cromia e a loro volta in ordine alfabetico.
Dopo un'oretta passata starnutendo la soddisfazione è grande. Con le ultime energie mi faccio una doccia e mi sdraio su croccanti lenzuola di lino.
Il sonno dei giusti!
Il mattino seguente decido di coccolarmi: colazione in terrazzo. Tovaglia di cotone grezzo bianca, bicchiere blu, piattino avorio, tovagliolo blu sul quale adagio due fette di pane tostato, vasetti di marmellata fatta in casa, succo di frutta e caffè. Posate d'argento. Una lieve musica di sottofondo.
Nonostante abbia dormito solo una manciata di ore, la mia giornata non poteva iniziare in modo migliore!

Fàrmaco: dal latino phàrmacum, dal greco phàrmakon: medicina, veleno.
Questa antitetica dualità può essere estesa anche all'intera esistenza?

Edmond Dantès in tenera età perde tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta: amore e libertà.
Proprio in questo periodo di ingiusta prigionia acquisisce i mezzi che gli permetteranno di compiere la tanto desiderata vendetta: istruzione, amicizia, un escamotage per evadere e le coordinate per il tesoro.

Quando Federico condivideva la mia quotidianità non mi sono mai sentita triste. Se avevo dei problemi nel comprendere le materie didattiche, il suo aiuto era quasi scontato. Le risate infinite.
La sua assenza è stata inizialmente veleno quindi si è trasformata in una medicina decisamente più efficace rispetto alla sua stessa presenza.
Tiziano Terzani scrive "
La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c'è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta.
"

2 commenti:

  1. brava Francina noto con piacere che hai ripreso... buona qualità!

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  2. Grazie Simon:)
    La concentrazione faceva acqua e..dovendo far finta di studiare giustamente si aggiorana il blog..

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